Skip Navigation
 

 

10 settembre 1943
Attorno a mezzanotte i Savoia si imbarcano dal porto di Ortona. In circa duecento sono sul molo ad aspettare che il peschereccio “Littorio” li trasbordi sulla corvetta della marina militare “Baionetta”.

La popolazione di Ortona è assente perché a scopo preventivo è stato dato l’allarme aereo.

Dei circa duecento riescono a imbarcarsi soltanto in cinquantanove.

 

Alla metà di settembre 1943
Nascono la Linea BERNHARD e poi la Linea GUSTAV. Si tratta di prime linee di combattimento composte di segmenti di difesa che vanno dal mar Tirreno al mar Adriatico e consentono alle truppe germaniche di ritirarsi per gradi e in maniera ordinata, arginando perdite di uomini e di territorio. In un primo tempo (dopo lo sbarco di Termoli) saranno a dominio del fiume Trigno e poi (dal mese di novembre) opporranno una forte resistenza sul fiume Sangro e sul torrente Moro.

 

10 settembre 1943
Roma, dopo una strenua resistenza organizzata spontaneamente dalle truppe italiane a Porta San Paolo (con oltre 400 caduti) si arrende alle truppe del 3° Reich.

 

11 settembre 1943
Il re Vittorio Emanuele III arriva a Brindisi e costituisce con Badoglio il governo provvisorio.

Nascono ufficialmente la Resistenza e la Guerra Partigiana italiana. Sono distaccamenti di piccoli gruppi autonomi, che fanno una guerriglia improvvisata. Solo in seguito verranno organizzati in nuclei, squadre o brigate, normalmente di 45-50 uomini, formati da ex militari e ufficiali, dei quali fanno parte circa 4.800 combattenti e ufficiali inglesi, greci, russi, serbi, liberati o fuggiti dai campi di concentramento italiani - anche questi ovviamente allo sbando. Sono infatti loro ad aggregare inizialmente ufficiali e soldati italiani sbandati.

 A Roma i partiti antifascisti costituiscono il Comitato di Liberazione Nazionale.

 

12 settembre 1943
La Wehrmacht occupa Lanciano.

 

13 settembre 1943
Blitz di paracadutisti tedeschi (370 soldati più 20 SS) che, con i DPS 230 - alianti a motore di fabbricazione germanica - e con uno Storch (Cicogna) - un monomotore biposto Fieseler 156 - liberano Benito Mussolini, prigioniero a Campo Imperatore, sul Gran Sasso.

Pilota la “Cicogna” il capitano Gerlach, pilota personale del gen. Student, asso della aviazione tedesca.

Mussolini è condotto in Germania. Da Monaco raggiunge la ‘Tana del lupo’, dove incontra l’artefice della sua liberazione Hitler. Riferisce il figlio, Vittorio Mussolini: “Entrambi, profondamente commossi, si strinsero a lungo la mano.”

A Cefalonia iniziano i combattimenti, tra esercito italiano e tedesco, che si concluderanno il 22 settembre e che porteranno a una strage orribile, terminata il giorno 24, con 9.646 morti

600 ufficiali e sottufficiali italiani vengono falciati a colpi di mitragliatrice all’interno di una scuola elementare. 360 ufficiali vengono ammazzati a gruppetti. 1.200 cadono in combattimento e circa 3.000, che avrebbero dovuto essere tradotti nei lager tedeschi, periscono in mare perchè i piroscafi affondano a causa delle mine.

 

15 settembre 1943
Mussolini annuncia da Radio Monaco che tornerà a governare. Nel suo messaggio agli italiani proclama di voler continuare con ostinazione la guerra al fianco del fuhrer.

Mussolini è poco più che un fantoccio nelle mani di Hitler. Fonda la “Repubblica sociale italiana” con un nuovo governo fascista, la cui autorità dovrebbe investire tutto il territorio della penisola occupato dai Tedeschi. Ma tuttavia non è così perché Hitler si annette subito, come provincia meridionale del Reich, l’Istria, il Friuli, la Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e la provincia di Belluno.

Kesserling colloca il quartier generale della X Armata a Massa d’Albe (centro di smistamento trasmissioni di tutta la Linea Gustav), vicino Avezzano, motivo per cui su Avezzano si contano nei mesi successivi ben 83 bombardamenti degli Alleati.

Per creare difficoltà all’avanzata del nemico e rallentarne la marcia, i Tedeschi distruggono ponti, ferrovie, strade, porti, e cercano anche di annientare ogni possibile condizione di vita. I centri abitati, i casolari di campagna vengono letteralmente rasi al suolo applicando, come è già successo in Russia, la tattica della terra bruciata e lasciando al nemico solo campi minati e macerie.

 

16 settembre 1943
Il comando tedesco si insedia a Chieti, presso palazzo Mezzanotte, e viene issata la bandiera germanica dinanzi alla cattedrale di San Giustino.

 

17 settembre 1943

 

A Roccamontepiano Andrea Graziani (del luogo) e un altro, Aldo Biferai, tenente di Santa Marinella, si presentano al podestà. Portano quattro grosse autovetture per nasconderle ai Tedeschi (forse facevano parte del seguito reale) – dal diario di Mario Francione

 

21 settembre 1943

 

Matera insorge contro i Tedeschi

 

23 settembre 1943

 

Mussolini proclama ufficialmente la nascita della Repubblica sociale di Salò.

 

24 settembre

 

I le truppe germaniche occupano militarmente Ortona.

 

24-25 settembre 1943

 

Bosco Martese (Teramo): in prossimità del mulino De Jacobis avviene il primo scontro abruzzese tra truppe tedesche e patrioti italiani. Sette patrioti sono fatti prigionieri. In un secondo scontro il maggiore Hartmann viene catturato dai patrioti attorno alle 12,30 del 25.

 

I Tedeschi si ritirano e, tornando a Teramo, fucilano per strada i sette partigiani. Dal canto loro i partigiani decidono di uccidere il maggiore. (del Villano pag. 231)

 

Nelle ore successive a Chieti si tiene una riunione, a casa del tenente Bracca. Partecipano solo dirigenti militari, tra i quali il capitano Rinaldo Rinaldi, venuto dal Teramano, reduce dall’esperienza di bosco Martese. Si decide di mandare il capitano Zanolli nella zona della Majella, per scegliere la località in cui dovrà operare la Banda Palombaro e viene scelto il paese di Palombaro.

 

I patrioti prelevano armi in tutte le caserme e requisiscono le munizioni della polveriera. Viene installato un centro di radiocomunicazioni, grazie alla radio presa dal 14° reggimento di fanteria e a un certo signor Ranalli.

 

Un piccolo nucleo dirige le operazioni da Chieti servendosi di tale radio. Rinaldo Rinaldi è a capo di tutto, ed usa come collegamento il professor Zulli e il tenente Bracco.

 

Forte di oltre cento uomini, la banda viene divisa in tre gruppi operativi, dei quali due operano nella zona di Palombaro (Chieti) e un terzo, il gruppo Caleffi-Cappelletti, nella zona di Casoli.

 

In Abruzzo si formano 48 bande partigiane con 3.500 combattenti.

 

27-30 settembre 1943

 

Napoli insorge contro i le truppe germaniche. Dopo 4 giorni di combattimento la popolazione civile costringe gli occupanti a ritirarsi.

 

1 ottobre 1943

 

C’è un piccolo scontro, a Palombaro, tra la Banda Palombaro e la Wehrmacht. I patrioti fanno prigionieri quattro Tedeschi.

 

2 ottobre 1943

 

Sempre nella zona di Palombaro, c’è un altro piccolo scontro tra la Banda Palombaro e i Tedeschi, nel quale perdono la vita due militari tedeschi e ne restano feriti altri due..

 

Gli Inglesi occupano a sorpresa Termoli.

 

 
 
 
« Torna indietro|stampa